
Il presidente del Consiglio del Comune di Vicenza, Massimiliano Zaramella, ha investito le istituzioni competenti del riscontro di una concentrazione di Pfas oltre limite di legge nelle uova di un allevamento di galline in località Carpaneda.
Tramite pec, la documentazione sul caso è stata inviata al sindaco e all’assessore all’Ambiente di Vicenza, al Dipartimento Prevenzione dell’Ulss 8 Berica, alla Direzione Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto, ad Arpa Veneto, ad Arpav Vicenza, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Venezia e a quello di Treviso e alla Prefettura di Vicenza.
Pfas oltre limite in uova di allevamento di Vicenza: la segnalazione della Rete Zero Pfas
La segnalazione è stata fatta da alcuni rappresentanti della Rete Zero Pfas Veneto in occasione di “La Cultura dell’Acqua nell’era dei PFAS e nel post-Miteni”, incontro svolto il 6 luglio scorso al Centro Civico di via Turra. All’incontro, con Comune, Ulss 8, Viacqua e Arpav, Zaramella era presente anche in qualità di medico (è chirurgo vascolare al San Bortolo, ndr), oltre che come componente dell’Osservatorio ambientale per supportare il Comune sull’inquinamento da Pfas.
Dagli attivisti Zaramella ha ricevuto la relativa documentazione, in particolare le analisi richieste presso un laboratorio privato a spese dello stesso allevatore.
“A fine serata – spiega il presidente del Consiglio comunale di Vicenza – una rappresentante della Rete mi ha consegnato le analisi di laboratorio che evidenziavano in un uovo un contenuto di Pfas circa 8 volte quello consentito dalla legge negli alimenti”.
L’allevatore – è emerso – è un componente della Rete NO Pfas, motivo per il quale afferma di essere scrupoloso nel nutrire le proprie galline con acqua potabile dell’acquedotto e mangimi controllati.
“Per i ruolo pubblici e privati che rivesto – ha proseguito Zaramella – ho deciso di inoltrare questa documentazione agli organi competenti, in modo che abbiano anche loro contezza del fatto e, se lo ritengono, che facciano le dovute valutazioni“.
Valutazioni alle quali è auspicabile che seguano approfondimenti: “L’Ulss 8 – spiega ancora il medico -, su mandato della regione, dovrebbe recarsi nell’allevamento e effettuare nuovi prelievi da analizzare nei propri laboratori”.
Sempre in tema Pfas, il presidente del Consiglio del Comune di Vicenza ricorda che si è ancora in attesa dei risultati dello studio della Regione partito due anni fa per verificare la presenza di Pfas in frutta, ortaggi e carni di allevamento nei Comuni delle zone rossa e arancione. Il documento doveva essere già pronto, ma i tempi di consegna si sono allungati.
“Mi risulta che la raccolta dati è conclusa – ha specificato Zaramella -, ma la Regione ha fatto sapere che sono in corso valutazione con l’Istituto Superiore della Sanità e l’Università di Padova e siamo in attesa. L’esito dello studo è importante per la salute di tutti. A seconda di quello che emergerà sapremo se potremo stare tranquilli o se sarà necessario, e si spera di no, affrontare la questione. Ma – ha infine precisato – non come singoli comuni, ma come ente Regione, che dovrà eventualmente fare riferimento al Governo centrale per le contromisure da adottare”.
Rete Zero Pfas: “Serve un intervento urgente”
“Ci preme sottolineare che le uova in questione provengono dall’allevamento di una famiglia molto attenta e da anni in prima linea nel movimento No Pfas, che ha sempre alimentato le proprie galline con acqua di acquedotto e scarti di cibo selezionati, provenienti dalla propria cucina”.
Così la Rete Zero Pfas Veneto in una nota. “Segnaliamo per completezza – aggiungono – che in questa stessa cascina, a Carpaneda, esistono già da diversi anni due orti sperimentali monitorati dall’Università degli Studi di Padova.
Le analisi in oggetto sono state fatte due anni fa. Ma poiché, come emerso da precedenti monitoraggi, le uova sono risultate essere uno degli alimenti, dopo il pesce, con la maggiore concentrazione di Pfas e, ad oggi non risultano ancora disponibili i dati relativi ai piani di monitoraggio degli alimenti animali e vegetali della Regione Veneto, abbiamo ritenuto opportuno presentarle al dottor Zaramella”.
Gli attivisti concludono chiedendo “un intervento urgente ed effettivo degli enti preposti a tutela della salute pubblica e a supporto concreto degli agricoltori colpiti, categoria alla quale esprimiamo la nostra piena solidarietà”.





































