Israele, corteo funebre per i Bibas: folla per l’addio a Shiri, Ariel e Kfir uccisi a Gaza

173
Bibas

Folla in strada, nel centro di Israele, per assistere al passaggio del corteo funebre di Shiri, Ariel e Kfir Bibas, presi in ostaggio il 7 ottobre 2023 e uccisi durante la prigionia a Gaza.

Persone con bandiere e cartelli si sono radunate a Ramat Gan, città situata alla periferia est di Tel Aviv, da cui partiranno alcuni membri della famiglia. Successivamente, le bare saranno portate a Rishon Lezion, passando per Yavne, Ashdod e Ashkelon e raggiungendo infine il Consiglio regionale di Sha’ar HaNegev, vicino al confine con Gaza.

A riferirne è il Times of Israel. “Abbiamo avviato il corteo funebre accompagnati da masse di israeliani. Vi vediamo e vi sentiamo, e siamo commossi, ci date forza”. Questa la dichiarazione che la famiglia Bibas ha rilasciato all’inizio del corteo. Il marito di Shiri e padre dei due piccoli Kfir e Ariel, Yarden, “si scusa per non essere potuto scendere ad abbracciare personalmente ognuno di voi”.

“Desideriamo ardentemente il giorno in cui potremo di nuovo unirci in momenti di gioia piuttosto che di dolore”, si legge ancora nella dichiarazione citata dal Times of Israel.  Ariel e Kfir Bibas “sono stati brutalmente assassinati” da Hamas. Israele ha lanciato l’accusa dopo la restituzione dei corpi dei due bambini il 21 febbraio scorso. Daniel Hagari, portavoce delle forze di difesa israeliane, aveva affermato che “i terroristi non hanno sparato ai due bimbi. Li hanno uccisi a mani nude“.

Hagari – citato dai media locali – ha aggiunto che Israele ha condiviso quanto scoperto con i suoi alleati in tutto il mondo. In un messaggio trasmesso alla tv Hagari aveva spiegato che i fratelli Bibas “sono stati uccisi brutalmente in prigionia a Gaza durante le prime settimane della guerra da terroristi omicidi”. “Contrariamente alle bugie di Hamas, non sono stati uccisi in un attacco aereo. Il neonato Kfir e Ariel di quattro anni sono stati assassinati a sangue freddo. I terroristi non li hanno assassinati sparandogli, li hanno assassinati con le loro mani. In seguito, hanno commesso atti terribili per cercare di coprire le atrocità”, aveva aggiunto. L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha intanto annunciato che potrebbe partire per il Medio Oriente domenica per finalizzare la seconda fase del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, a seconda dei progressi che i negoziatori israeliani faranno nei prossimi giorni nei colloqui che si terranno a Doha o al Cairo.

“Se i negoziati iniziali andranno bene, se stabiliremo i limiti e il quadro di ciò di cui vogliamo parlare, forse sarò in grado di andare domenica e concludere un accordo”, ha detto. “Questo è ciò che speriamo. Fase 2 sulla buona strada, rilascio di altri ostaggi. Pensiamo che sia una possibilità reale”. Le Forze di Difesa israeliane hanno intanto confermato di aver colpito “obiettivi militari” nel sud della Siria, compresi siti di stoccaggio di armi. “La presenza di mezzi e forze militari nella parte meridionale della Siria costituisce una minaccia per i cittadini dello Stato di Israele”, afferma l’esercito in una dichiarazione citata dal Times of Israel. “L’Idf – aggiunge – continuerà ad agire per rimuovere qualsiasi minaccia ai cittadini dello Stato di Israele”.

(Adnkronos) – internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)