Eurispes, per Italia piano strategico nazionale Pac 2023-27 ha dotazione di 36,9 mld

97

(Adnkronos) – La Pac ha cicli di programmazione settennali, attualmente è in corso quello 2021-2027 il cui valore complessivo europeo è di 378,5 miliard di euro e rappresenta il 31% del bilancio totale dell’Unione (tale valore non comprende 8,07 mld di euro che sono risorse aggiuntive del programma Next Generation Eu in ambito Agricoltura). Per l’Italia il Piano strategico nazionale della Pac (Psp) 2023-2027 ha una dotazione di 36,9 mld di euro ed è finanziato attraverso fondi europei (Feaga, Fears) e nazionali. E' quanto emerge dalla ricerca 'La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volano della nostra società', realizzata dall’Eurispes che è stato presentato oggi. Il Psp è suddiviso in due pilastri e tre tipologie di interventi: aiuti diretti (Pilastro I), aiuti settoriali (Pilastro I) e sviluppo rurale (Pilastro II). Il Psp a livello europeo è finanziato attraverso il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) che stanzia risorse a favore del Pilastro I della PAC e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) per il Pilastro II della Pac.  Complessivamente, i due fondi europei hanno un valore per l’Italia di 28,02 mld di euro; a tale valore va aggiunta una componente nazionale di circa 8,85 mld di euro per un valore complessivo destinato all’agricoltura di 36,87 mld di euro. Uno degli elementi innovativi della Pac 2023-2027 è il New Delivery Model che rappresenta un tentativo ambizioso di rendere la politica agricola più moderna, flessibile e orientata ai risultati. Tuttavia, le criticità legate alla complessità amministrativa, alla disomogeneità nell’applicazione, alla mancanza di garanzie per gli impatti ambientali e sociali e alle difficoltà per i piccoli agricoltori, rischiano di comprometterne il successo. Per superare queste sfide, sottolinea Eurispes, "è essenziale che l’Unione Europea fornisca un maggiore supporto tecnico e finanziario agli Stati membri, promuova una maggiore armonizzazione delle politiche e introduca sistemi di monitoraggio più efficaci per garantire che gli obiettivi comuni siano effettivamente raggiunti". Nel 2023, primo anno di attuazione del Psp, sono state avviate numerose attività necessarie per garantire un’implementazione efficace ed efficiente degli interventi previsti nel Piano. Il termine per la presentazione delle domande di aiuto, inizialmente fissato al 15 maggio, è stato posticipato al 30 giugno 2023 per permettere l’adeguamento ai nuovi sistemi informativi e alle innovazioni normative introdotte. Questo rinvio non ha ostacolato l’avvio dei pagamenti degli anticipi a partire dal 16 ottobre 2023. A tal riguardo, dal punto di vista finanziario, le erogazioni complessive a valere sull’esercizio finanziario 2023 ammontano complessivamente a 114 mln di euro in quota Feaga. Per quanto riguarda, invece, il sostegno al reddito, 721mila aziende (pari a circa 10,5 milioni di ettari di Sau) hanno richiesto tale tipologia di aiuto che ha complessivamente assorbito risorse pari a circa 2 mld di euro (a fronte di una dotazione annuale pari a circa 3,5 mld di euro); un importo simile a quello destinato al pagamento di base nel periodo 2015-2022.  Tuttavia, nel 2023 sono intervenuti due fattori chiave che hanno modificato la distribuzione del sostegno: la riattivazione del meccanismo di convergenza interna, che ha interessato il Biss e l’introduzione di un sostegno redistributivo (Criss). Questi interventi hanno generato rilevanti variazioni regionali: redistribuzione verso il Sud Italia: la maggior parte delle risorse si è spostata dalle regioni settentrionali a quelle meridionali, con l’eccezione della Calabria, che già beneficiava di titoli all’aiuto con un valore medio superiore alla media nazionale; trasferimento dalla Pianura Padana: risorse sono state ridotte nelle regioni del Nord, come Veneto, Lombardia e Piemonte, a favore di regioni come Abruzzo, Trentino, Valle d’Aosta, Liguria, Lazio, Sicilia e Sardegna. Per quanto infine riguarda gli interventi settoriali: settore apistico: sono stati attivati i quattro interventi (Assistenza tecnica e formazione, Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, Collaborazione con enti di ricerca, Promozione, comunicazione e monitoraggio del mercato). Le erogazioni relative al 2023 ammontano complessivamente a 14,9 mln di euro di cui 4,2 mln sono fondi Ue e 10,7 mln sono contributi nazionali. Le arnie interessate sono 875mila su 1.600mila presenti (oltre il 50% delle arnie). Settore vitivinicolo: nessun intervento del Psp è stato avviato nel 2023. Le misure implementate sono state finanziate dal Programma Nazionale di Sostegno 2019-2023. L’Autorità di Gestione (AdG) sta valutando modifiche al Psp per il futuro. Comparto oleicolo: è stato adottato il primo decreto attuativo nazionale, con un budget annuale complessivo di 47 mln di euro, comprendente risorse Ue, nazionali e private. Nel 2023 sono stati approvati 48 programmi operativi e 43 programmi esecutivi, con un aiuto Ue di 34,56 mln di euro. Gli anticipi erogati ammontano a 26,4 mln.  Settore ortofrutticolo: sono stati approvati 229 programmi operativi ai sensi del Regolamento Ue n. 1308/2013, per un valore totale di 0,37 mld. La differenza rispetto ai 290 previsti deriva da disposizioni transitorie. Gli anticipi erogati sono stati pari a 83,3 mln di euro. Settore pataticolo: stanziati 6 mln per 16 programmi operativi, con risorse disponibili a partire dal 2024.  "La Pac, da sola, non può risolvere le sfide del settore agricolo; è necessario un insieme di politiche integrative per affrontare le problematiche globali e locali".  Una delle problematiche più frequenti segnalate dagli agricoltori italiani, rileva infatti l'Eurispes, riguarda la complessità burocratica associata all’accesso ai fondi Pac, in termini di difficoltà nell’accesso alle risorse: la presentazione delle domande è percepita come complicata dal 23% degli agricoltori, con picchi più alti tra le piccole aziende che non dispongono di risorse per consulenze professionali; tempi lunghi di erogazione: i ritardi nei pagamenti compromettono la capacità delle aziende di pianificare investimenti a medio-lungo termine; carico amministrativo sproporzionato: la gestione degli adempimenti Pac richiede competenze e strumenti che non tutte le aziende, soprattutto le più piccole, possono permettersi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)