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“Con profonda preoccupazione accogliamo l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti di Venezia durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. La situazione è allarmante e merita la massima attenzione da parte di tutte le forze politiche e della società civile”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali Andrea Zanoni e Renzo Masolo di Europa Verde.
“Il quadro che emerge è drammatico: appena 5 magistrati contabili per gestire oltre 5.000 fascicoli aperti. Una carenza di personale che rende materialmente impossibile esercitare un controllo efficace sulla spesa pubblica. Come sottolineato dalla presidente della sezione giurisdizionale regionale, Marta Tonolo, nel 2024 si è registrato un calo del 19% degli atti di citazione rispetto all’anno precedente e addirittura del 30% rispetto al 2022.
Nonostante queste difficoltà, l’operato della Corte dei Conti di Venezia ha portato al recupero di ben 13 milioni di euro di risarcimenti. Un risultato che dimostra quanto sia fondamentale il ruolo di questo organismo nella tutela delle risorse pubbliche.
Il Governo Meloni ha sistematicamente depotenziato questa fondamentale istituzione di garanzia, culminando con l’eliminazione dei controlli preventivi sui fondi del PNRR attraverso la cosiddetta norma transitoria dello scudo erariale, prorogata fino al 2026. Una riforma che, come denunciato dalla stessa presidente Tonolo, ‘mette a rischio la legalità‘ riducendo drasticamente le possibilità di intervento della giustizia contabile.
La gravità della situazione è evidente quando la presidente parla esplicitamente di diffusività della corruzione e illegalità enorme. Tali espressioni, provenienti da un’istituzione di garanzia costituzionale, sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
Particolarmente preoccupante è l’attenzione posta dalla Corte dei Conti di Venezia su alcuni fascicoli pesanti, come le inchieste sul MOSE a Venezia e sulle opere per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il procuratore Paolo Crea ha evidenziato come l’aumento dei costi delle opere pubbliche richieda un attento monitoraggio per verificare eventuali danni erariali.
Condividiamo pienamente la preoccupazione per la riforma discussa in Parlamento che potrebbe portare ad un ulteriore indebolimento della giustizia contabile, definita dalla stessa magistratura come ‘pseudo garantismo’. Il faro acceso sui casi di corruzione negli appalti pubblici, nella sanità e nella Pedemontana indica chiaramente la necessità di rafforzare, non indebolire, i controlli”.
I due consiglieri di Europa verde, concludono: “Ci uniamo all’appello della Corte dei Conti di Venezia per un rafforzamento degli strumenti di contrasto alla corruzione e per il ripristino dei controlli preventivi sui fondi PNRR. La lotta alla corruzione non è un ostacolo alla crescita economica, ma la precondizione necessaria per garantire uno sviluppo sano ed equo del nostro Paese. È tempo di restituire alla Corte dei Conti le risorse e gli strumenti necessari per svolgere efficacemente la sua funzione costituzionale di garanzia, per il bene dell’Italia e dei suoi cittadini”.