
Questione bombe inesplose nei cantieri Tav: l’inchiesta lanciata da ViPiù prende sempre più piede nell’opinione pubblica. Ma non solo. Il problema sollevato da queste pagine, anche raccogliendo le lamentele dei cittadini, ha prodotto, come riferisce il GdV di oggi, una riunione presso la Provincia di Vicenza, su responsabile e accorta convocazione della Prefettura, dai toni quanto meno allarmati e allarmanti.
All’incontro erano presenti i sindaci del territorio, soprattutto quelli dei comuni interessati dai cantieri, Iricav Due, Suem, 8° Reggimento guastatori. Vicenza Città era rappresentata solo da alcuni tecnici comunali tra cui Nives Pillan , la vicecomandante della polizia locale che ha competenze per la protezione civile.
Bene l’invio di rappresentanti tecnici, cosa che è nella possibilità di chi governa la Città, ma è quanto meno una circostanza grave l’assenza di amministratori del capoluogo, della parte politica, perché indice di disinteresse al tema. E dire che il Comune di Vicenza era stato informato per tempo sull’oggetto della discussione: infatti, la convocazione della Prefettura partita in prima battuta il 17 marzo scorso, è stata integrata il giorno successivo con una nuova nota, protocollata a Palazzo Trissino il 19 marzo.
L’oggetto del discutere era chiaro: i numerosi rinvenimenti di ordigni bellici all’interno del cantiere alta capacità/alta velocità Verona-Padova TAV/AC, 1° lotto funzionale Verona – bivio Vicenza con estensione dell’attenzione alle tratte successive, ragion per cui nella nuova convocazione era invitata esplicitamente la rappresentanza anche di Vicenza capoluogo. Soprattutto “considerato altamente probabile che nel prosieguo dell’attività cantieristica relativa al progetto ferroviario AC/AV Verona-Padova vengano rinvenuti ulteriori manufatti bellici“.
Se non il sindaco, Giacomo Possamai, la cui assenza è stata evidenziata addirittura dal GdV, avrebbe potuto (dovuto?) partecipare l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità, Cristiano Spiller, o anche il consigliere delegato alla Tav, Angelo Tonello, oppure, in ultima analisi, Lucio Zoppello che è a capo della Cabina di regia della Tav, interessata anche allo sviluppo delle linea da Vicenza in poi, con problemi in parte analoghi..
Come anche deprecabile – a nostro giudizio – la mancata attenzione dei colleghi degli altri media al lavoro svolto da questa testata per informare ulteriormente e nel dettaglio la cittadinanza facendo sì che questo problema riceva la giusta attenzione. Ma tant’è.
Inoltre: i No Tav dove sono, quando potrebbero addurre motivi oggettivi per le loro rimostranze? ViPiù – è bene precisarlo – non è contro l’opera, ma l’attraversamento di Vicenza ora rischia di diventare una colpa grave, almeno di omissione per chi la linea, che per Vicenza non è Tav, l’ha voluta, imposta o anche solo tollerata.
Quanto alla riunione di ieri, va annotato che gli interventi degli amministratori locali (quelli presenti, ndr) hanno dato modo di comprendere bene quali sono e saranno i disagi per la comunità. Ovvero, quelli alla mobilità ed economici per le casse degli enti ad ogni “bomba day”. Ma è stato sottolineato anche il ricorso eccessivo al solo personale di protezione civile, quando sarebbe necessario che, oltre ai militari specializzati, alle operazioni provvedesse anche personale specifico di Iricav due e Rfi. Ovvio che i sindaci interessati abbiano chiesto un maggiore supporto.
Dalle carenze di comunicazioni tempestive per informare di rimando i cittadini interessati dalle operazioni di disinnesco alla latitanza della Regione, fino a un coordinamento: le istanze dei primi cittadini sono state messe sul tavolo della discussione e ora attendono risposte da chi di dovere.
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