

All’indomani della conferenza stampa, abbastanza animata, come ci ha riferito il direttore, che ne scriverà per voi come non hanno fatto… altri, Marco Milioni su VicenzaToday a parte (in fondo il passaggio cruciale*), con cui il Comune di Vicenza ha reso noto di essere in credito di oltre 5 milioni di euro nei confronti della Global Parking Solution, oltre che di aver respinto tutte le motivazioni che, secondo GPS, erano causa di una situazione di disequilibrio del contratto di gestione della sosta, tutto tace a livello politico sul fronte comunale sia dai consiglieri di maggioranza sia da quelli di opposizione, forse in attesa del verdetto del Tar del 16 aprile o forse perché il problema risale all’amministrazione precedente quella di Possamai, retta da chi ora sta sui banchi dell’opposizione, ma ha avuro seguito con quella attuale…
Unica eccezione al silenzio poltico è il consigliere Raffaele Colombara, che già sul tema aveva posto un’interrogazione che verrà discussa in Consiglio Comunale il prossimo 8 aprile.
Colombara, alla luce di quanto rivelato ieri, ha prodotto una domanda di attualità, che qui riportiamo.
Gestione della sosta e sviluppi economico-legali in corso
Rescissione del contratto?
Responsabilità politico amministrativa della precedente amministrazione: Corte dei Conti?
Intendo portare all’attenzione dell’Amministrazione l’ennesima evoluzione della delicata e, per certi versi, opaca gestione della sosta cittadina da parte della società GPS S.p.A., vincitrice della gara d’appalto indetta nel 2022.
Come già denunciato a più riprese – a partire dalla prima interrogazione depositata nel luglio 2022 e nelle successive di settembre, ottobre e novembre dello stesso anno e degli anni successivi – la gestione della sosta da parte di GPS S.p.A. ha sollevato e continua a sollevare fortissime perplessità, sotto il profilo economico, amministrativo e ora anche giudiziario.
Alla luce di quanto riportato dalla stampa locale vicentina e piacentina, si evidenziano i seguenti aspetti:
– La Prefettura di Piacenza ha notificato a GPS S.p.A. l’avvio di un procedimento per interdittiva antimafia. Sebbene al momento non risulti alcun provvedimento definitivo, la semplice apertura del procedimento getta un’ombra inquietante sulla credibilità del gestore e sulla regolarità dei rapporti contrattuali in essere con l’Amministrazione comunale;
– Secondo quanto riportato dalla stampa, GPS S.p.A. avrebbe corrisposto, ad oggi, solo il 40% del canone complessivo dovuto, generando un ammanco di oltre 5,2 milioni di euro alle casse comunali. La questione è ora oggetto di un contenzioso dinanzi al TAR del Veneto, a seguito di un ricorso presentato dalla società contro l’ultimatum del Comune che minacciava la rescissione del contratto;
– Permangono numerosi disservizi nella gestione operativa della sosta, già evidenziati in passato, tra cui ritardi nella gestione degli abbonamenti, inefficienze nei parcheggi a sbarra, mancati controlli da parte del personale ausiliario e l’assenza di investimenti tecnologici promessi ma mai implementati.
Si sottolinea, inoltre, che già durante la redazione del bando e nella fase di affidamento – tra il 2020 e il 2022 – furono sollevate, anche da parte dello scrivente, numerose criticità: ritardi clamorosi, risposte lacunose alle richieste di chiarimenti, stalli sovrastimati e valutazioni economiche inadeguate. La responsabilità politica e amministrativa dell’allora Amministrazione Rucco in questo disastro è innegabile. In sala Bernarda siedono i responsabili di questo disastro: hanno la dignità di ammettere la superficialità con cui hanno condannato i vicentini a rimetterci 5 milioni di euro? Dobbiamo chiederlo alla Corte dei Conti se questa gara è stata tutta regolare o se la passata amministrazione ha una montagna di responsabilità?
Alla luce di quanto sopra,
SI CHIEDE
all’Amministrazione:
1. Se, alla luce del procedimento per interdittiva antimafia in corso, l’Amministrazione non ritenga urgente e doveroso avviare tutte le verifiche e le cautele del caso, anche a tutela dell’immagine e della legalità dell’Ente;
2. Quali azioni intenda mettere in campo per recuperare i 5,2 milioni di euro di canoni non versati da GPS S.p.A. e quali garanzie siano state predisposte a tutela dell’interesse pubblico;
3. Se, in caso di pronunciamento negativo da parte del TAR, si intenda procedere alla rescissione del contratto e ad un conseguente nuovo affidamento e con quali modalità;
4. Se non ritenga opportuno rivolgersi alla Corte dei Conti per verificare eventuali responsabilità amministrative e danni erariali riconducibili alla precedente Amministrazione;
5. Se ritenga che la gara d’appalto, per come è stata concepita e aggiudicata, fosse effettivamente necessaria e correttamente costruita oppure frutto di una progettazione superficiale e affrettata, che ha generato disservizi e danni economici pesantissimi per i cittadini.
Si resta in attesa di risposta formale e di un serio e tempestivo intervento per ristabilire trasparenza, legalità ed efficienza nella gestione della sosta cittadina.
Raffaele Colombara
Gruppo “Per una Grande Vicenza”
Consiglio Comunale di Vicenza
- L’AFFAIRE GABBI (da Marco Milioni su VicenzaToday)
E che la temperatura a palazzo Trissino tenda al rovente lo si è capito ieri quando i cronisti, dopo l’annuncio della giunta, si sono presentati in forze per confrontarsi con con Spiller che tra l’altro ieri era affiancato da Carlo Andriolo e da Carla Poloniato, due alti funzionari del settore mobilità del Comune di Vicenza. Spiller infatti ha avuto un vero e proprio battibecco, poi risoltosi in un sorriso reciproco, col direttore del quotidiano ViPiù Giovanni Coviello. Il quale lamentava la mancata ostensione da parte dell’ingegner Paolo Gabbi, dirigente del Settore lavori pubblici, della documentazione relativa alla proposta economica o commerciale che Gps aveva inviato al Comune di Vicenza in riferimento alla gara poi vinta dalla stessa ditta piacentina. Si tratta di documenti che portano due distinti numeri di protocollo: il 155664/2021 ed il 165654/2021. Stando a quanto ricostruito dal giornalista, lo stesso Gabbi avrebbe negato la documentazione non rilevando un interesse «giuridicamente vincolante per l’accesso documentale richiesto». Coviello, che nel tempo non ha mai smesso di chiedere spiegazioni «senza ottenere una risposta degna di questo nome» peraltro, ha strappato un impegno preciso da parte di Spiller, Andriolo e Poloniato affinché la motivazione del diniego sia verificata celermente.In seconda battuta Coviello ieri ha pure chiesto di verificare l’esito delle successive richieste di chiarimenti avanzate presso il vertici della amministrazione. Più in generale in casi del genere la legge e la giurisprudenza sono chiare. La mancata risposta da parte del responsabile di un pubblico servizio costituisce peraltro un reato di omissione. Ora la palla passa sia all’assessore che ai dirigenti, che in qualità di pubblici ufficiali hanno l’obbligo di trasmettere alla autorità giudiziaria eventuali notizie di reato di cui venissero a conoscenza. Rimane da capire se in quelle carte, oggi note solo agli uffici e ai diretti interessati, si possa rintracciare o meno un eventuale vizio originale del contenzioso che oggi «sembra ad essere ad un giro di boa»: questi almeno sono i boatos che giungono dai corridoi di palazzo Trissino.–
Gps e palazzo Trissino: dai trasferimenti al palo alla resa dei conti
https://www.vicenzatoday.it/politica/gps-e-palazzo-trissino-dai-trasferimenti-al-palo-alla-resa-dei-conti.html
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