
Dalle aggressioni fisiche ai militanti di Azione studentesca fino agli insulti verbali rivolti ad amministratori locali, Fratelli d’Italia con Naclerio e Giovine denuncia un clima crescente di ostilità e mancanza di rispetto verso le opposizioni. Appelli alla condanna unanime degli episodi e alla fine delle ambiguità.
Naclerio: “Centri sociali parlano solo con la violenza”
L’ultimo episodio di aggressione a due giovani militanti di Azione studentesca viene definito da Nicolò Naclerio, capogruppo di Fratelli d’Italia a Vicenza, come “l’ennesimo” atto di violenza che mostra chiaramente la matrice di chi lo compie. “È ormai evidente – dichiara – che l’unico linguaggio parlato dai militanti dei centri sociali è quello violento, incivile e antidemocratico”.
Naclerio invita la magistratura a intervenire con decisione, trattando questi comportamenti come atti criminali, e chiede una condanna politica unanime, senza distinguo: “Mi auguro che questo fatto vergognoso venga condannato da tutte le forze politiche, anche da chi ha sempre sostenuto questi fenomeni da baraccone”.
Giovine e Razzolini: “A Thiene come a Schio, la sinistra non dissocia”
A scendere in campo contro un presunto clima “esacerbato” tra desta e sinistra è anche il coordinatore provinciale di FdI e deputato Silvio Giovine, che punta il dito contro quanto accaduto a Thiene: “Dopo Schio, dove è stato attaccato il presidente del Consiglio comunale, ora tocca ai nostri amministratori di Thiene. In entrambi i casi, il filo conduttore è l’arroganza e la violenza verbale, da parte di chi dovrebbe rappresentare tutta la comunità”.
Secondo Giovine, preoccupa non solo il contenuto degli insulti, ma soprattutto il silenzio istituzionale: “Che le frasi siano state pronunciate dal sindaco Michelusi o da un suo assessore poco importa, ciò che colpisce è che non abbiamo udito alcuna presa di distanza”.
Alla consigliera Giulia Scanavin, coinvolta nell’episodio di Thiene, Fratelli d’Italia ribadisce sostegno e fiducia, lodandone la determinazione e invitandola a proseguire la propria azione politica con fermezza: “Non ci intimidiranno – conclude Giovine – se ne facciano una ragione”.