Fiera Vicenza e non solo, Rucco replica al Pd: “Raccolga i frutti in silenzio e la smetta con la propaganda”

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firmato l'integrativo di contratto di IEG fiera vicenza
Fiera Vicenza, l'ingresso

Fiera Vicenza: al consigliere comunale Francesco Rucco, ex sindaco ora di Fratelli d’Italia, non sono andate giù le dichiarazione del Pd. I dem – lo ricordiamo rimandando all’articolo pubblicato da queste pagine – hanno espresso una valutazione positiva dei risultati economici derivanti dalla fusione tra la Fiera di Vicenza e quella di Rimini.

“Leggo con interesse – e un certo stupore – il comunicato del Partito Democratico, che cerca goffamente di trasformare una vicenda complessa come quella della Fiera di Vicenza in una sorta di resa dei conti politica. Purtroppo per loro, la realtà è ben più articolata delle narrazioni trionfalistiche che cercano di far passare”, dichiara Francesco Rucco.

È vero: nel 2018 criticai le scelte dell’allora sindaco Variati – prosegue -. Lo feci da consigliere comunale e da cittadino che aveva a cuore il destino della Fiera, un patrimonio identitario, economico e culturale della nostra città. Lo rifarei oggi, perché la fusione con Rimini fu imposta senza un reale coinvolgimento del territorio, senza garanzie, e soprattutto senza quella trasparenza che dovrebbe caratterizzare ogni scelta strategica. Parlai di furto di identità e non ritiro quanto detto, perché chi conosce la storia di Vicenza sa bene cosa rappresentava la Fiera per il nostro tessuto produttivo.

Oggi si festeggiano i risultati economici del bilancio 2024. Bene – prosegue il consigliere di minoranza -, siamo tutti contenti che le cifre siano positive. Ma attenzione: i numeri da soli non bastano per scrivere la storia. Parlare di ‘capolavoro’ è quantomeno curioso, se si considera che proprio durante i miei cinque anni da sindaco e presidente della Provincia sono stati decisi gli investimenti senza alcun esborso economico da parte dei soci vicentini sul quartiere fieristico di Vicenza di cui oggi – guarda caso – il Partito Democratico si prende i meriti e gode i benefici. È facile cantare vittoria quando si raccolgono i frutti delle scelte altrui”, sentenzia Rucco.

L’ex sindaco affronta poi anche il tema dela fusione AGSM-AIM: “Non ho nessun errore da ammettere, né da spiegare. Quella fusione è stata un mio preciso atto politico e amministrativo, realizzato in due anni dopo dieci anni di annunci e chiacchiere da parte di Variati, che ne fece un mantra senza mai concretizzarlo. Io l’ho fatta, e oggi i benefici sono visibili nei bilanci comunali, dove gli utili arrivano puntuali e costanti. Se Battilana vuole informazioni, chieda direttamente al suo suggeritore, così almeno evita brutte figure.

Le nostalgie di Battilana e Formisano dimenticano un piccolo dettaglio: in quegli anni Vicenza ha perso non solo la guida della Fiera, ma anche le Banche Venete – cuore economico del territorio – e perfino la rappresentanza nella società A4, con la cessione delle quote della città per un pugno di pesos. Una stagione che ha impoverito il ruolo e il peso politico-istituzionale di Vicenza e che oggi cercano disperatamente di far dimenticare raccontando favole di successi postumi.

Infine, lo ribadisco: Battilana eviti di fare il ventriloquo del Variatistan, con Formisano sempre pronto a scrivere le battute. Piuttosto pensi a occuparsi di una maggioranza che fa acqua da tutte le parti e colleziona un granchio al giorno. E se dopo sette anni il PD continua a dover evocare Variati per legittimarsi, dovrebbe porsi una domanda seria: esiste qualcosa di concreto da raccontare sulla giunta Possamai?

Io ho sempre agito nell’interesse della città, con la schiena dritta. Non sono le narrazioni del PD a cambiare la verità dei fatti”, conclude Rucco.