Ipab di Vicenza: 3.300 euro al mese per una novantenne gravemente non autosufficiente e l’ombra di nuovi ritardi per la struttura al Laghetto

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Ipab di Vicenza al Laghetto, anziani e anziane in difficoltà attendono soluzioni insieme ai loro familiari
Ipab di Vicenza al Laghetto, anziani e anziane in difficoltà attendono soluzioni insieme ai loro familiari

Mentre una donna ultra novantenne gravemente non autosufficiente si sarebbe visto negato il posto in convenzione in RSA cui avrebbe diritto per mancanza di impegnative e l’unica alternativa proposta da Ipab Vicenza è una retta da oltre 3.300 euro, si riaccendono i riflettori sul destino del progetto da 12 milioni di euro per la nuova residenza per anziani a Laghetto. Firmato nel 2015 e appena rinnovato, l’accordo di programma potrebbe subire nuovi ritardi per un possibile cambio di localizzazione. Il presidente Variati chiarisca.

C’è un caso concreto, umano e straziante, che rappresenta più di mille statistiche sull’assistenza agli anziani a Vicenza: una donna ultra novantenne, di cui non diamo le generalità per ovvi motivi, gravemente non autosufficiente, classificata con punteggio elevatissimo nella scala Svama – il sistema regionale di valutazione per l’accesso gratuito in RSA – si sarebbe  vista negare l’impegnativa per l’ingresso gratuito in una struttura convenzionata. La risposta, ricevuta dai vertici dell’Ipab di Vicenza, è stata una: è stato trovato e reso disponibile un posto nella Residenza Trento, ma solo a fronte di una retta mensile da oltre 3.300 euro. Una cifra elevatissima per l’anziana e per chi se ne prende cura, che, al momento, non ha avuto scelte alternative.

All’anziano non autosufficiente, insomma e per riassumere le “regole”, viene richiesta parte della retta, ovvero la cosiddetta quota alberghiera; la rimanente “quota sanitaria” viene erogata dalla Regione: circa 52 euro al giorno (dipende però dal livello di non autosufficienza dell’anziano e anche se la retta dovrebbe essere ripartita a metà tra Regione e ospite anziano).
In assenza di posto letto in convenzione per non autosufficienti (posti esauriti, come nel caso di cui scriviamo) si può accedere in struttura laddove esistono posti privati, cioè a retta piena a carico dell’anziano: nel nostro caso 3.300 euro…

Questo episodio, raccolto in forma riservata ma confermato da più fonti, non è che la punta dell’iceberg di una crisi silenziosa che colpisce le famiglie vicentine più fragili. A Vicenza e provincia ci sono oltre mille richieste inevase di sistemazione in RSA, eppure si fa ancora fatica a concretizzare il progetto di una nuova struttura pubblica da 120 posti nel quartiere Laghetto.

Raffaele Colombara (Per una grande Vicenza)
Raffaele Colombara (Per una grande Vicenza)

Dell’accordo congelato da anni ne abbiamo scritto qui il 5 gennaio scorso, riprendendo uno degli appelli ricorrenti di Raffaele Colombara, consigliere di maggioranza ma di libero pensiero quando è in gioco il bene comune come la lotta all’aumento delle rette, e Variati si fece subito intervistare da TVA per testimoniare il suo interesse, poi abbiamo approfondito il tema sul n. 295 di VicenzaPiù Viva Ovest e alto Vicentino uscito il 15 febbraio e, dopo gli incontri, iniziati a gennaio, il 7 marzo è arrivato l’annuncio da noi subito ripreso qui.

Domanda di attualità di Giovanni Rolando (PD) aumento indennità
Giovanni Rolando (PD)

Il progetto risale, quindi, a quasi dieci anni fa: l’accordo di programma tra Regione Veneto e Comune di Vicenza fu firmato nel 2015 sotto la regia dell’allora presidente dell’Ipab di Vicenza  Giovanni Rolando e del sindaco di allora, Achille Variati, ora presidente dell’ente. L’accordo prevedeva un finanziamento regionale di 5,3 milioni di euro (dei quali 1,6 milioni in conto capitale e il rimanente attraverso un fondo di rotazione), appena rinnovato anche grazie a segnalazioni sul rischio concreto di perdere quei fondi, a cui si sarebbero dovute sommare le risorse ricavate dalle dismissioni di beni immobili dell’ente. In tutto, 12 milioni di euro destinati alla realizzazione della nuova struttura su terreni già disponibili a Laghetto.

E invece, a distanza di un decennio, si parla – sottovoce – di nuove ipotesi di localizzazione. Voci sempre più insistenti, secondo cui l’area del Laghetto potrebbe non essere più considerata idonea. Si sussurra di pressioni da parte di residenti contrari all’arrivo di 120 anziani e del relativo “traffico” di parenti, operatori, fornitori. Come se il decoro di un quartiere potesse valere più della salute e della dignità di chi non può permettersi strutture private.

Siamo davanti, insomma, alla logica del “Not In My Back Yard”, del “va bene costruire, ma non nel mio giardino”, che però, se applicata a una struttura pubblica essenziale, diventa un insulto alla funzione sociale delle istituzioni.

Giacomo Possamai presenta il nuovo presidente di Ipab Vicenza Achille Variati
Giacomo Possamai presenta il nuovo presidente di Ipab Vicenza Achille Variati

E qui il silenzio dell’attuale amministrazione fa rumore, tanto più che le su accennate  pressioni arriverebbero anche da suoi esponenti che vivono al Laghetto. Chiediamo pubblicamente al nuovo presidente di Ipab, Achille Variati – che da sindaco fu tra i firmatari dell’accordo di programma e che ci risulta si sia speso per trovare una sistemazione, sia pure a peso d’oro, all’anziana dal cui triste caso abbiamo preso spunto per questo appello – di chiarire se siano in corso valutazioni su nuovi siti e, se sì, quali siano le motivazioni. Sarebbe inaccettabile che scelte così rilevanti restino nell’ombra, mentre i cittadini – soprattutto quelli più in difficoltà – restano in lista d’attesa.

Non ci si venga a dire che “ci sono problemi tecnici”. Se si vuole, si fa. I terreni ci sono, i fondi anche. Servono solo volontà politica e trasparenza. Due cose che oggi, purtroppo, sembrano mancare. Così come mancano risposte ufficiali: le nostre domande – rivolte speso e su vari temi “sensibili” anche ad amministratori regionali e comunali, tecnici e politici – sono rimaste lettera morta. Esattamente come quelle poste per il caso GPS, che, datato maggio 2023 su questa testata e agosto 2023 su VicenzaPiù Viva, ora si ritorce, qualunque sia la sua evoluzione, contro il comune e, quindi, i cittadini.

strutture per anziani
Giacomo Possamai

Eppure, durante la campagna elettorale, l’attuale sindaco Giacomo Possamai aveva promesso più attenzione per gli anziani, in particolare quelli meno abbienti. Oggi lui, la sua amministrazione e il presidente del cda dell’Ipab di Vicenza da loro nominato (in funzione candidatura alla Regione? Ma questa è un’altra storia) possono dimostrare di voler mantenere quella promessa. Iniziare da Laghetto sarebbe un buon segnale. Ma serve chiarezza. E serve ora.