Dopo il poker, il pokerissimo. L’LR Vicenza incamera la quinta vittoria consecutiva battendo (2-0) al Menti la Pergolettese e si erge solitario in testa alla classifica. Gaudeamus. La rincorsa è durata un mese esatto e la scalata è stata di ben dieci posizioni dal 6 novembre (sconfitta in casa con la Feralpi) a oggi.
È un trend più unico che raro e porta la firma dell’allenatore Francesco Modesto che, dal suo avvento, non ha mai perso un match, Coppa Italia inclusa. Al tecnico calabrese vanno assegnati tutti i meriti di questo progresso perché la squadra è sempre la stessa e, semmai, con lui in panchina è cambiato il rendimento dei giocatori.
Abbiamo fatto presente più volte che un aiuto lo ha dato anche il calendario, che ha opposto all’LR Vicenza, uno dopo l’altro, avversari non di primo piano, con la sola eccezione dell’Arzignano Valchiampo (ed infatti questo è stato il successo meno limpido dei biancorossi). Anche la Pergolettese, a dispetto di una posizione in classifica tranquilla, era in realtà un ostacolo facile facile visto che è la squadra con il peggior rendimento in trasferta: prima di Vicenza, solo tre pareggi e quattro sconfitte, tre gol all’attivo e otto subiti. Improbabile che al Menti diventasse all’improvviso un fenomeno.
Il paradosso di una squadra che non gioca bene ma vince sempre
L’LR Vicenza non è una squadra che gioca bene, ma vince sempre. Sembra un paradosso ed è, invece, la chiave di lettura della metamorfosi dalla versione Baldini a quella Modesto. Il primo aveva cercato di impostare un gioco spettacolare e moderno ma non era riuscito ad ottenerlo anche perché aveva preteso troppo dai suoi giocatori. Il successore ha abbassato le velleità, normalizzato ruoli e mansioni e aggiunto velocità e concentrazione.
Una ricetta molto semplice ma con ingredienti ben dosati, rapida da realizzare e di effetto, anche se non proprio saporita. L’LR Vicenza.2 è una squadra essenziale, in cui tutti i giocatori (anche quelli mandati in campo per turn over o per cambi) sanno cosa devono fare e conoscono i limiti delle rispettive mansioni. Così è tutto più facile, nessuno deve fare cose da Champions League e il mandato dell’allenatore è: fa’ bene quello che sai fare e basta.
È evidente che quasi tutti i giocatori sono a loro agio in questa formula che valorizza le doti di tutti ed evita le figuracce del recente passato. I giocatori, giusto riconoscerlo, si sono messi a disposizione con prontezza e disponibilità, forse anche perché qualcuno (Sagramola?) ha fatto loro la predica e li ha riportati con i piedi per terra.
Modesto ha dato ai suoi uomini una concretezza che Baldini, di suo incerto e condizionato nelle scelte, non aveva saputo attribuire loro. Lo si è visto nelle ultime due partite, giocate senza il regista Ronaldo, in cui il centrocampo è stato retto da quattro mediani: un reparto da battaglia più che da fraseggio e da costruzione di qualità, eppure di inedita consistenza.
Capoclassifica ma con margini di miglioramento
Lo ripete spesso l’allenatore che questo LR Vicenza può ancora migliorare. Ma cosa si pretende – qualcuno chiederà – dalla prima in classifica? Gli obbiettivi sono alla portata. Prima di tutto deve crescere il rendimento in trasferta, che è salito grazie alle due recenti vittorie consecutive ad Arzignano e a Trento ma resta ancora basso visto che i punti conquistati sono stati poco più del 50% e appena otto le reti segnate.
Serve anche segnare di più perché, nel trend positivo ed escludendo la quaterna rifilata alla Triestina, i biancorossi hanno firmato solo sei centri, cioè poco più di uno a gara. Significativo, poi, che uno solo dei dieci gol all’attivo abbia come autore un attaccante (Rolfini contro la Triestina) e gli altri siano merito di centrocampisti (due di Ronaldo e Dalmonte, uno a testa Greco, Stoppa e Oviszach) e difensori (doppietta di Ierardi). I nuovi compiti assegnati da Modesto a Ferrari, allontanato dall’area per contribuire alla costruzione, hanno drasticamente abbassato la resa del capocannoniere e ciò sembra proprio uno spreco.