“Esprimiamo forte preoccupazione per il persistere del fenomeno del caporalato in Veneto, una piaga – dichiara la senatrice bassanese Barbara Guidolin del M5S – che continua a minare la dignità dei lavoratori e l’integrità del nostro tessuto economico.
È necessario sviluppare alleanze più efficienti e rapide tra istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanza sindacale, con immediate azioni concrete. Dobbiamo evitare tragedie umane come recentemente accaduto a Satnam Singh a Latina“.
“La locomotiva veneta di centro-destra ospita aziende in cui molti lavoratori – sottolinea Guidolin – sono sfruttati in condizioni di lavoro inaccettabili. Lavoratori stranieri richiedenti asilo o con permesso di soggiorno scaduto sono impiegati in ambienti privi di misure di sicurezza, costretti a vivere in spazi dormitorio ricavati all’interno delle stesse strutture. Con circa 15 episodi di illegalità al mese di sfruttamento del lavoro, l’economia veneta è vulnerabile alle infiltrazioni criminali e alle pratiche scorrette”.
“Non servono gli slogan scontati del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e chiediamo un impegno deciso delle autorità competenti per rafforzare i controlli, aumentare le sanzioni per chi viola la legge e promuovere una cultura del lavoro basata sul rispetto e la dignità della persona. Solo così potremo – conclude la senatrice veneta Guidolin – contrastare efficacemente il caporalato e costruire un futuro più giusto e sostenibile per tutti i cittadini del Veneto e non solo”.
Il sindacato UGL Veneto rilancia l’allarmante diffusione del caporalato, con aquesta nota.
“Il Veneto non è esente. Purtroppo questa piaga socio-economica a svantaggio del lavoratori riemerge con gravi episodi che, come recentemente avvenuto a Latina, evidenziano una situazione critica che logora il decoro e la sicurezza dei lavoratori.
Non tolleriamo le condizioni in cui i lavoratori sono costretti a operare in ambienti privi di tutte le norme di sicurezza e formazione. Non possono essere ignorati i diritti fondamentali dei lavoratori o la conseguenza prevedibile sarà un pericolo per la loro incolumità ed una lesione psicologico-economica incalcolabile per le famiglie coinvolte.
Il caporalato e le infiltrazioni mafiose in Veneto sono una piaga che richiede interventi urgenti. Il fenomeno delle imprese “apri e chiudi” rappresenta la evidente condanna sociale ed economica per i lavoratori che vedono svanire sia la retribuzione sia il TFR. Molte sono le evidenze di un sistema i cui cardini reclamano la necessità di una riforma profonda e immediata.
Il sindacato UGL Veneto ricorda che servono misure certe e rapidamente applicabili o la radicalizzazione del caporalato tenderà ad allargare le proprie radici. Il governo dichiara guerra al caporalato? Apprendiamo con piacere l’impegno ma la guerra dei governi sia concreta, in tutti i settori e di concerto con i sindacati.
La dignità e la sicurezza nei luoghi di lavoro siano fonte per una vera cultura del lavoro basata sul rispetto e la dignità della persona”.