Sanità privata accreditata in Friuli Venezia Giulia: stop dal 1° marzo a prenotazioni Servizio Sanitario Regionale. Zaramella: una tragedia

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Sanità privata accreditata in FVG: stop prenotazioni dal 1° marzo
Sanità privata accreditata in FVG: stop prenotazioni dal 1° marzo

Le associazioni di categoria delle strutture della Sanità privata accreditata del Friuli Venezia Giulia—Aiop FVG, Anisap FVG, Aris FVG e Assosalute FVG—hanno annunciato la sospensione delle prenotazioni in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Regionale a partire dal 1° marzo 2025. Questa decisione è una risposta alle nuove tariffe sanitarie regionali, in vigore dal 29 dicembre 2024, che hanno comportato una riduzione dei rimborsi tra il 20% e il 60%, rendendo insostenibile l’erogazione di numerose prestazioni, tra cui radiografie, risonanze magnetiche e tomografie computerizzate.

Le associazioni hanno presentato un ricorso contro queste tariffe, sottolineando che la sospensione delle prenotazioni è una scelta sofferta ma necessaria per evidenziare la gravità della situazione.

Massimiliano Zaramella alle conclusioni della sessione pomeridiana della Prima giornata su Ambiente, Salute ed Economia
Massimiliano Zaramella alle conclusioni della sessione pomeridiana della Prima giornata su Ambiente, Salute ed Economia

Al momento, non risultano provvedimenti analoghi in altre regioni italiane anche se Massimino Zaramella, chirurgo vascolare e presidente del Consiglio Comunale di Vicenza, sul suo profilo Instagram , dopo aver sottolineato amaramente che lo stop avvenga mentre si celebra la sanià veneta, ne paventa di altri in altre regioni: “La sanità convenzionata si fermerà dal 1° marzo in alcune regioni, in altre dal 1° aprile. Questo non è un problema, è una tragedia in questo momento storico. Se confermato la sanità italiana collasserà nel giro di pochi mesi. Forse non è ancora chiaro che la vera emergenza per ognuno di noi, per le nostre città, per la nostra Nazione è la sanità”.

Tuttavia, il settore sanitario nazionale sta affrontando sfide significative. La Legge di Bilancio 2025 prevede un incremento del Fondo Sanitario Nazionale di 1,3 miliardi di euro per il 2025, con ulteriori aumenti negli anni successivi. Nonostante ciò, tali risorse potrebbero non essere sufficienti a coprire tutte le necessità del sistema sanitario pubblico, compresi i rinnovi contrattuali del personale e l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) (fonte: La Voce+3Documenti Camera+3InSalute News+3InSalute News+1Quotidiano Sanità+1InSalute News+1).

Inoltre, il governo ha introdotto misure per affrontare le liste d’attesa, prevedendo l’incremento del limite di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati di 0,5 punti percentuali per il 2025 e di 1 punto percentuale a decorrere dal 2026. Queste misure mirano a migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie per i cittadini, ma resta da vedere come saranno implementate a livello regionale (fonte Quotidiano Sanità).

La situazione in Friuli Venezia Giulia evidenzia, però, le difficoltà finanziarie che le strutture della sanità privata accreditata possono incontrare a fronte di riduzioni tariffarie significative. È fondamentale monitorare come altre regioni affronteranno queste sfide e se adotteranno misure simili in futuro.

Uno stop sarebbe, e come non essere d’accordo con Zaramella, una vera tragedia.