Sanità Veneta prima in Italia? Secondo Bigon (Pd) c’è “molto da fare, poco da sbandierare”

102
sanità veneta al top? bigon (pd) scettica

La consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon ha commentato con un certo scetticiscmo i dati del monitoraggio Lea che vedono la sanità veneta prima in Italia. Secondo la consigliera non è il caso di commentare il risultato in maniera trionfalistica: “Se la prevenzione segna un miglioramento- ha dichiarato -, questo va attribuito al rapporto fiduciario tra medico di famiglia e assistito. Un fattore che rischia di saltare sia alla luce delle proposte di riforma che soprattutto delle carenze crescenti tra i professionisti. Dunque, la positività va colta non come traguardo ma come elemento di spinta ad intervenire sulle criticità evidenti della nostra sanità”.

Anna Maria Bigon (PD) su sanità veneta
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd Veneto

Riguardo l’assistenza domiciliare, secondo la consigliera dem la situazione non è rosea: “Se è vero che raggiungiamo il 10% delle persone over 65 non autosufficienti, resta il fatto che le ore date a disposizione sono pochissime e che tutto il resto del fabbisogno è a carico del malato. Si tratta quindi di potenziare la medicina territoriale. I distretti mancano infatti di medici e vanno potenziati, dalla ginecologia al supporto psicologico”. Secondo Bigon i dati del monitoraggio non devono essere un alibi: “Le proiezioni di medio termine impongono investimenti e misure di reperimento del personale medico, di cui già si registra una carenza di 3.500 unità. Senza dimenticare che l’emergenza liste d’attesa rimane invariata, anche relativamente agli interventi chirurgici. I Pronto Soccorso sono affollati, e obbligano i pazienti a lunghe ore di attesa a causa del personale mancante. Insomma – ha concluso – c’è molto da fare e poco da sbandierare”.