
In Veneto, almeno 15 persone hanno richiesto il suicidio assistito. Due di queste richieste sono ancora in attesa di risposta da parte del Comitato etico. L’Associazione Luca Coscioni chiede l’urgenza di regole chiare per garantire il diritto al fine vita.
L’associazione ha presentato accessi agli atti in tutte le Regioni italiane per ottenere informazioni sulle richieste di suicidio assistito dal 2020, anno in cui la pratica è diventata legale in determinate condizioni grazie alla sentenza 242/2019 (Cappato – Dj Fabo).
Solo 11 Regioni, tra cui il Veneto, hanno fornito dati, anche se parziali. In Veneto, delle 15 richieste:
- 1 ha ricevuto parere favorevole
- 2 sono terminate con il decesso del richiedente durante la procedura
- 8 hanno ricevuto parere negativo
- 2 hanno portato alla rinuncia
- 2 sono ancora in fase di valutazione.
Le richieste hanno riguardato pazienti con diverse patologie.
Filomena Gallo e Marco Cappato, dell’Associazione Luca Coscioni, sottolineano la necessità di regole chiare: “Il Veneto è stata la prima Regione ad aprire il dibattito sul fine vita, ma la mancata approvazione di una legge ha lasciato senza risposta le richieste dei cittadini. Il Governatore Zaia ha riconosciuto la necessità di regole chiare, ma ora servono atti concreti”.
Dall’1 al 13 aprile, l’associazione si mobiliterà in Veneto per chiedere che l’impegno preso con l’annuncio di una circolare si traduca in linee guida operative, trasparenti e uniformi.