Trump e Musk “si lasciano”, cosa li spinge a separare le loro strade?

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(Adnkronos) – Gli affari di Musk rischiavano il tracollo restando al fianco di Trump. Trump rischiava di rimanere da solo con Musk e tutti gli altri contro. Delle due l’una. O, più probabilmente, tutte e due le cose insieme. L’accostamento, diventato simbiosi, tra l’uomo più ricco del mondo e quello che per ruolo e tradizione viene considerato l’uomo più potente del mondo, stava producendo effetti indesiderati per tutti e due.  La notizia lanciata da Politico, Musk presto fuori dall’amministrazione americana, può essere letta con una doppia interpretazione.
Prima interpretazione. Il patron di Tesla, di Space X e di X deve tornare a fare il suo lavoro se non vuole lasciare che tutto quello che ha costruito sia lasciato in balia del consenso, o degli effetti contrari al consenso, che sono già arrivati in pochi mesi a produrre forme sempre più evidenti di boicottaggio. I numeri di Tesla nel mondo, l’andamento dei titoli in Borsa e le pressioni di azionisti e manager hanno rapidamente alzato la pressione sul miliardario americano. Che può sentirsi onnipotente e vivere sopra le righe ma che evidentemente sa ancora farsi i conti in tasca.
Seconda interpretazione. Donald Trump deve liberarsi dalla presenza ingombrante, quotidiana, di un personaggio che non solo fa ombra al suo mandato ma che lo isola dal resto dell’amministrazione, occupando con la sua personalità e i suoi metodi estemporanei tutto lo spazio politico disponibile. Anche quello che rivendicano gli altri membri dell’amministrazione e la prima linea repubblicana.  Quello che ha funzionato in campagna elettorale ha iniziato a incrinarsi quando dagli slogan si è passati ai primi atti concreti. Perché anche l’interpretazione trumpiana della realtà, alla fine, si è rilevata più complessa e articolata delle decisioni a colpi di tweet sventolate da Musk in faccia a chiunque, senza troppa distinzione di ruoli, appartenenza e storia politica.  La conclusione più verosimile è che tutte e due le interpretazioni abbiano il loro peso, anche al di là della volontà e delle reali intenzioni di Trump e di Musk. (di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elon Musk lascia e torna agli affari. A due mesi e mezzo dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e dal suo arrivo a capo del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge), il presidente americano ha rivelato alla sua cerchia di consiglieri più ristretti, tra cui membri del suo gabinetto, che il ceo di X e Tesla nelle prossime settimane farà un passo indietro rispetto al suo ruolo di superconsigliere di Trump e “onnipresente cheerleader” dell’amministrazione, rivela Politico. Secondo tre fonti interne alla cerchia del presidente citate dal sito, Trump è soddisfatto di Musk e del lavoro del suo dipartimento, ma entrambi avrebbero deciso negli ultimi giorni che sarà presto il momento per il miliardario di tornare agli affari e assumere “un ruolo di supporto”. Secondo un funzionario di alto grado dell’amministrazione Usa, Musk manterrà probabilmente un ruolo informale, con l’incarico di consigliere, e continuerà a essere un ‘volto occasionale’ intorno alla Casa bianca. Chi pensa scomparirà dall’orbita di Trump “inganna se stesso”, ha messo in guardia un altro funzionario.
Secondo le fonti di Politico, la ‘svolta’ corrisponderà con la fine dell’incarico di Musk da “dipendente speciale del governo”, una condizione che gli ha risparmiato, almeno temporaneamente, alcune norme tra etica e conflitto di interessi. E i 130 giorni dovrebbero concludersi tra fine maggio e inizio giugno.  “Penso che Elon sia fantastico, ma credo anche che abbia una grande azienda da portare avanti e ad un certo punto tornerà” al business. “Vuole tornare” agli affari. “Quanto a lungo lo tratterrò? Finché sarà possibile – ha detto Trump due giorni fa -. E’ una persona di grande talento, io adoro le persone molto intelligenti e lui lo è. Con il Doge abbiamo scoperto” truffe e sprechi “per cifre incredibili, 400-500 miliardi di dollari. Arriveremo a un trilione di dollari, hanno fatto un lavoro enorme”. “Elon è un patriota americano, è terribile il trattamento che gli è stato riservato con gli attacchi alla Tesla. Lui ha fatto un lavoro incredibile per il paese”, ha aggiunto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)