Ucraina, Zelensky a Washington. Trump: “Davvero ho detto che è un dittatore?”

171
zelensky

Grande rispetto” per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A dichiararlo il presidente Usa Donald Trump, alla vigilia dei loro colloqui alla Casa Bianca.

Alla domanda della Bbc se si sarebbe scusato per averlo recentemente definito “dittatore“, ha risposto che non riusciva a credere di averlo detto. Ha anche definito Zelensky “molto coraggioso”.

Trump ha parlato con l’emittente britannica dopo i colloqui con il primo ministro britannico Sir Keir Starmer sulla fine della guerra tra Ucraina e Russia, prevedendo un “incontro molto positivo” con Zelensky oggi e affermando che gli sforzi per raggiungere la pace “stanno procedendo molto rapidamente”. Alla domanda se pensasse ancora che Zelensky fosse un “dittatore”, ha risposto: “L’ho detto io? Non ci posso credere”.

Oggi è il giorno della firma sull’accordo tra Ucraina e Usa sulle terre rare. In attesa del colloquio, Trump ha sottolineato che l’intesa che “firmeremo insieme” con Zelensky sulle terre rare sarà una “rete di sicurezza” per l’Ucraina. “Il presidente Zelensky verrà da me venerdì mattina e firmeremo un accordo molto importante per entrambe le parti, perché ci farà entrare nel Paese e lavorare lì”, aveva spiegato prima del colloquio con il primo ministro britannico Starmer, definendo l’accordo una “rete di sicurezza, potremmo chiamarla così”.

L’accordo, secondo le bozze circolate e via via perfezionate, prevede l’apertura di un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% degli introiti dello sfruttamento delle risorse minerarie di proprietà dello stato, grazie alla “futura monetizzazione” di litio, grafite, cobalto, titanio, terre rare come lo scandio, ma anche gas e petrolio, e delle logistiche associate. Il fondo potrà essere usato anche per successivi progetti di investimento in Ucraina e gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo economico del Paese in futuro. L’intesa non riguarda il flusso già attivo di proventi di attività di estrazione, quindi non le attività già in essere di Naftogaz e Ukrnafta. Non viene citata la quota degli Stati Uniti nel fondo.

Ci si riferisce solo ad accordi di “proprietà congiunta” che dovranno essere dettagliati in accordi successivi. Non viene più citata la cifra di 500 miliardi di dollari di ‘debito’ che Trump aveva chiesto a Kiev in un primo momento come tetto massimo del contributo ucraino al fondo. Così come “il mantenimento, da parte degli Stati Uniti, del 100 per cento degli interessi finanziari” nel fondo.

Ma cosa sono le terre rare? Si tratta di preziosi elementi che vengono ricavati dai depositi minerari e che hanno un ruolo fondamentale per settori strategici: dal nucleare all’industria militare, dalla medicina all’aerospazio. L’Ucraina è potenzialmente uno dei primi 10 paesi per risorse minerarie ma dopo 3 anni di guerra è difficile arrivare a una mappatura delle ricchezze. L’US Geological Service, la fonte più autorevole in materia, ha sancito che l’Ucraina non ha riserve di terre rare. La vice Premier Yulia Svyrydenko sostiene invece nel dire che le riserve di terre rare valgono 350 miliardi di dollari. Ma che si trovano però nei territori occupati.

(Adnkronos) – internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)