Questa sera un gruppo autonomo di cittadini e infermieri che non vogliono essere definiti “no vax” ma per la libera scelta ha manifestato davanti all’ospedale San Bortolo di Vicenza contro l’introduzione nel decreto Covid del governo Draghi dell’obbligo vaccinale contro il Coronavirus per il personale sanitario. Obbligo, che secondo i manifestanti, potrebbe essere esteso presto ad altre categorie.
Viene contestato soprattutto il “demansionamento o la sospensione dello stipendio” per i sanitari che si rifiutino di sottoporsi a vaccino. “È reato di estorsione costringere a farlo sotto minaccia” affermano i manifestanti.
“I vaccini – aggiungono – sono farmaci sperimentali e non bloccano la trasmissione del virus, stanno usando i sanitari come cavie, è un decreto anti-costituzionale che vìola anche Norimberga, noi diamo la nostra solidarietà ai sanitari, chiediamo il ritiro del decreto e organizzeremo ancora altre manifestazioni”. Un obbligo che si potrebbe estendere a tutti, tramite il cosiddetto passaporto sanitario.
“Siamo in contatto con attivisti in Israele una sorta apartheid per chi non è vaccinato, con green pass e tampone ogni 72 ore, è un incubo”. La manifestazione a cui hanno partecipato circa 15-20 persone si è svolta senza alcun intoppo e con il pacato intervento della vice questore. I manifestanti annunciano altre proteste finché non verrà ritirato o modificato il decreto.