
Il senatore vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, ha sollevato due questioni di rilevanza internazionale: l’imposizione dannosa per il Veneto, oltre che per l’Italia, di dazi da parte degli Stati Uniti e le accuse contro Marine Le Pen riguardo all’uso improprio di fondi europei, con conseguente condanna a misure di restrizione della libertà e alla sua ineleggibilità.
Sui dazi statunitensi
Zanettin ha espresso preoccupazione per le misure protezionistiche adottate dagli Stati Uniti, sottolineando l’impatto negativo che tali dazi potrebbero avere sulle esportazioni italiane, in particolare venete: “Oggi il Veneto esporta 7 miliardi all’anno
di prodotti negli Stati Uniti. Quindi i dazi per il nostro sistema produttivo sono una sciagura, questo è inutile negarlo. La soluzione è innanzitutto quella di negoziare, ma anche quella di trovare nuovi mercati, perché le nostre aziende hanno necessità di vendere”.
Sul caso Marine Le Pen
Riguardo alle accuse rivolte a Marine Le Pen per l’uso improprio di fondi europei, Zanettin ha richiamato a Coffee Break, su La7, il principio della presunzione di innocenza, affermando che fino a prova contraria, ogni individuo ha diritto a essere considerato innocente: “La legge francese in base alla quale è stata condannata in primo grado Marine Le Pen ricorda un po’ la nostra legge Severino (quella che precluse il Parlamento a Silvio Berlusconi ma a cui il senatore fa riferimento per la parte che riguarda gli amministratori locali. La sanzione accessoria dell’ineleggibilità è discrezionale, cioè valutata di volta in volta dal giudice. Nel caso di Le Pen si è scelto di applicarla. Da liberale e garantista, credo che questa decisione sia criticabile. È del tutto evidente che potrebbe succedere quello che nell’esperienza italiana è accaduto molte volte, con sindaci condannati in primo grado e poi assolti in appello. C’è il rischio che Le Pen non possa candidarsi nel 2027 al presidenziali in Francia, per poi magari venire prosciolta l’anno successivo. Nel frattempo, è la democrazia a risultarne penalizzata”
Considerazioni
È opportuno notare che l’appello di Zanettin sui dazi dovrebbe essere indirizzato in primis al governo italiano, di cui il suo partito fa parte. L’attuale esecutivo, sebbene composto da forze politiche con diverse sfumature, ha mostrato una certa vicinanza alle posizioni dell’ex presidente statunitense Donald Trump, noto per le sue politiche protezionistiche. Forza Italia, pur mantenendo una posizione più critica e non certo alla Salvini, per il quale i dazi sarebbero un bene per gli imprenditoi, condivide la responsabilità delle scelte governative e dovrebbe quindi promuovere un dialogo interno per affrontare efficacemente la questione dei dazi.
Per quanto riguarda il caso Le Pen, è innegabile che sempre più politici, in Italia e all’estero, siano coinvolti in accuse relative all’uso improprio di fondi pubblici. Se da un lato è corretto attendere l’esito dei tre gradi di giudizio prima di emettere una condanna definitiva, dall’altro la presunzione di innocenza viene spesso invocata da figure politiche che, in passato, si sarebbero dimesse anche solo in presenza di sospetti di illeciti. Questo atteggiamento contrasta con quello riservato ad altre categorie di cittadini meno privilegiate, per le quali la presunzione di innocenza non sempre viene richiesta con la stessa sollecitudine dagli stessi politici anche se questo, bisogna dirlo, non è il caso dell’avvocato Zanettin.